4 - La Caccia nel Colosseo

In questa favola l'Aquila parla dei sotterranei e degli animali protagonisti della caccia nel Colosseo

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Danius e il Leone riconoscente

Il pollice in segno positivo

La notte è ormai calata su Roma e con tutte le luci artificiali accese, il Colosseo è incantevole. Si vedono stagliarsi in alto le colonne, si gioca a contare le arcate e i nostri amici, Quirino e Romoletto, sono estasiati da quello spettacolo.
A dire il vero c’è un po’ di vento, ma l’Aquila Imperiale giunge ugualmente per raccontare favole ai piccoli.
L’aquila parla dei sotterranei, delle fiere che in essi avevano ricovero, prima di essere liberate nell’arena e decide di narrare la storia di Danius:

Anche quella mattina si tenne nel sublime anfiteatro lo spettacolo della CACCIA.
Prima vennero sciolti animali addomesticati provenienti da paesi lontani: si videro elefanti e zebre a migliaia, tutti capaci di seguire gli ordini degli addetti, che schioccavano fruste e indirizzavano le bestie, ora verso una curva di spettatori, ora verso i palchi comodi dei senatori.
“Bravi!” si spellava le mani la gente osservando quelle strane creature, ma tutti attendevano la Caccia, l’ora cioè durante la quale, si sarebbero liberati i feroci leoni, bramosi di carne.
“Al termine della caccia si sacrificherà un prigioniero che sarà dato in pasto alle belve!” si diceva.

Intanto nei sotterranei Danius, il giovane destinato a essere sbranato, pensava alla triste ora della fine e guardava la gabbia dei leoni. Ce n’era uno, il più grosso di tutti, che sotto la fulva criniera pareva lamentarsi.
“Ma hai una scheggia infilata nel piede!” esclamò il generoso Danius, che senza pensarci si avvicinò all’inferriata della gabbia ed estrasse la scheggia dalla grossa zampa del leone.
Intanto lo spettacolo sull’arena proseguiva, fino a che si giunse al momento del sacrificio.
Incatenato, il povero Danius venne condotto sotto alla galleria che introduceva sul campo. Guardò mesto le migliaia e migliaia di persone sulle tribune e attese che venisse liberato il leone dalla parte opposta.

Si alzò una robusta grata di ferro e al gran galoppo un enorme leone gli corse incontro.
Tutti erano ritti per assistere e osservavano. Il leone correva sempre più forte e giunse in un battibaleno davanti a Danius.
L’animale si mise in atteggiamento d’attacco verso la preda, quando riconobbe il suo salvatore… si trattava infatti proprio del leone curato da Danius poche ore prima nei sotterranei.
Riconoscente il leone cominciò a leccarlo e la gente a gridare al miracolo:
“E’ un essere magico!” dicevano i plebei e persino dal palco dei magistrati si osservava Cesare, attendendo da lui il pollice in segno positivo, per rendere salvo Danius.
L’imperatore mostrò la sua mano dal palco, adornata da preziosi anelli: il segno dichiarò la grazia per Danius e due colombe bianchissime volarono su nel cielo come per festeggiare.

Le favole di Roberto Bianchi 

 

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