5 - Inaugurazione Colosseo

L'aquila racconta l'inaugurazione del Colosseo per spiegare l'importanza delle Vestali.

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Il giorno dell’inaugurazione

Le vestali brillavano su tutto

La luna, come un soldo d’argento brilla su Roma, mentre l’Aquila Imperiale si dirige verso il Colosseo.
Quirino e Romoletto già sono là ad attenderla, intenti a parlare della storia dell’Urbe Antica.
Quando il rapace arriva, li sente parlare delle Vestali (sacerdotesse assai importanti al tempo dell’Impero).
“Vi narrerò il racconto dell’inaugurazione, per farvi comprendere quanto fosse tenuto di conto il ruolo delle Vestali!” disse l’Aquila per poi iniziare:

L’imperatore Tito era nel palco più importante, mentre i sistri (Sistro: strumento di lamina metallica dell’epoca greca e romana che suonava mosso da una scossa) vibravano e le trombe squillavano, il Cesare annunciò l’inizio dei giochi al Colosseo. Era il dì dell’inaugurazione:
“Gli spettacoli dureranno per 100 giorni!” disse l’imperatore, dando avvio a una ininterrotta festa di 3 mesi. Oltre 50mila persone erano presenti.

Da mane a tarda notte, coronando il tutto con distribuzione di libagioni e manicaretti gratuiti, si celebrò con giornate solenni, un periodo di grandi baldorie.
Furono presentati animali stupendi e altri mai veduti. Incantevoli tori e cavalli, ma pure bestie esotiche:
“Magnifiche!” commentavano le genti indicando dalle gradinati le stupende fiere.
C’erano maculati ghepardi, con il loro meraviglioso pelo color ocra chiaro e le macchie scure, il corpo esile ma possente.
Dall’Africa provenivano anche bellissimi leopardi, ma furono esibiti anche tori nostrani, dall’aspetto poderoso e spettacolare.

Suonando allegramente, i corni e le tube annunciarono l’ingresso di pagliacci e acrobati, che si impegnarono in rappresentazioni assai accattivanti.
Tra bevute e cibo, tutti si divertivano assai, ma ciò che era più stupendo, era vedere ceti e censi di ogni tipo, tutti accolti attorno all’arena. Certo, ognuno aveva i propri posti: tribuni, consoli e proconsoli e tutti i patrizi avevano comodi seggi, ma chiunque poteva entrare e assistere a quegli eventi straordinari.

Nella festa d’inaugurazione, venne persino empita l’arena di acqua, con lo spettacolo delle naumachie (spettacoli di rappresentazione di celebri battaglie navali), mostrando rappresentazioni di famose battaglie tra navi nemiche.
Che fasto, che gloria!!! Passarono alla storia queste settimane di eccitazione, col popolo romano avvinto da quelle scene.
Magistrati e plebei, poveri e ricchi erano presenti. Solo l’imperatore e un’altra categoria di persone aveva ruolo particolare, prendendo posto nei palchi centrali: si trattava delle Vestali, le sacerdotesse di Vesta, la divinità del focolare e della casa, perché la famiglia era cellula fondamentale in epoca Romana.
Come stelle sempre accese, le vestali brillavano su tutto e una specie di alone magico illuminava la zona ove esse prendevano posto.
Nel cuore di tutti i romani, viveva infatti un sentimento magico, quando rivolgevano il pensiero a quelle donne, tanto che ognuno tributava loro onori e privilegi.

Le favole di Roberto Bianchi 

 

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