A fine pasto era il bosco a fornire ai romani mandorle, nocciole e noci, che oltre a essere squisite erano anche utili ai duri lavori, in quanto assai caloriche ed energetiche.
Molto richiesti erano pure i pinoli, peraltro usati, non solo come dessert, ma anche per la preparazioni di particolari piatti come certi arrosti.
Altro frutto del bosco tenuto di gran conto era la castagna, lessata, arrosto o essiccata, ma altresì cucinata con finocchio oppure in purea o zuppa.
Dalla quercia si coglieva la ghianda, usata per vari scopi, anche per farinate.
di Roberto Bianchi