Fonte eccezionale di proteine e quindi capaci d’infondere forza ed energie, erano i legumi.
Per secoli, piante umili come la fava, hanno nutrito il popolo romano e gli schiavi, che tanto dovevano faticare.
Fagioli, lenticchie e ceci servivano per preparare nutrienti zuppe, oppure erano specialità diversi tipi di creme.
Freschi e sgranati si mangiavano i piselli, ma una squisitezza prelibata erano anche i fagiolini, colti ancora giovani.
Grande importanza era insomma quella dei legumi che in molte occasioni sostituivano la carne, presente solo nelle mense dei patrizi distesi sul triclinio.
I lupini poi, leggermente tostati, si trovano ancora in vendita per le strade di Roma, proprio come accadeva due millenni fa.
Roberto Bianchi