I grandi pensatori e filosofi dell’epoca, a parte qualche voce fuori dal coro, lodavano i combattimenti tra gladiatori per il loro esempio di coraggio nell’affrontare la lotta e veniva considerato educante per il popolo, poter verificare cosa accadeva a coloro che tradivano la patria o commettevano gravi delitti.
Principalmente si rifletteva dunque sull’effetto che gli scontri avevano sugli spettatori, come scrive la eccellente archeologa Federica Guidi nel suo libro Morte nell’Arena.
di Roberto Bianchi