I giochi del Colosseo erano tanto importanti, che giungevano a Roma spettatori anche da zone lontane. Una volta arrivarono sugli spalti, come racconta Tacito, Pompeiani e Nucerini.
Gli abitanti di Nocera cominciarono a essere presi in giro dai Pompeiani, questi piano piano passarono alle mani e il tutto finì in una violenta zuffa.
Il tribunale imperiale fu assai severo. Se oggi assistiamo a squalifiche del campo, al massimo di un paio di giornate, l’anfiteatro di Pompei venne chiuso per ben dieci anni, come punizione e per i pompeiani fu cosa gravissima.
Si narra che nei giorni successivi all’annuncio della pena, per le vie di Pompei c’era chi urlava, piangeva e si disperava.
Era momento importantissimo della giornata, per gli abitanti della città che poi verrà sommersa dalla lava, attendere la notte per recarsi agli scontri gladiatori, con le torce a illuminare le belle colonne che annunciavano l’ingresso sull’arena.
di Roberto Bianchi