Nell’anno 1980 dopo Cristo, l’esercito romano apre la strada verso il nord Europa sconfiggendo le popolazioni tedesche in terra di Germania, dopo una battaglia che costò molte vittime ed è ancora ricordata come la più cruenta mai sostenuta dall’esercito romano.
Il merito della vittoria è da tutti riconosciuto a Maximus (personaggio interpretato magistralmente nel film da Russel Crowe), valoroso generale, carismatico e dal temperamento forte, amato dai soldati ma invidiato molto dagli altri generali dell’esercito romano.
L’Imperatore Marco Aurelio (nel fim interpretato da Richard Harris), vecchio e malato, vicino alla morte, decide che il suo successore al trono sarà proprio Maximus. Senza ombra di dubbio questa sua decisione scatenò le ire di suo figlio Commodo (nel film interpretato da Joaquim Phoenix) legittimo successore al trono, il quale con la perfidia che lo contraddistingue inizia a tessere la tela degli inganni per mettere da parte il rivale.
Commodo arriverà sino ad uccidere il padre pur di diventare legittimo erede al trono.
Una volta incoronato ordina immediatamente la morte di Maximus e lo sterminio della sua intera famiglia. Maximus scopre tutto di ritorno a Roma dopo un’altra eroica campagna.
Capisce subito che la sua vita è in pericolo pertanto, grazie alle poche amicizie ancora rimaste fugge da Roma verso l’Africa dove dopo un viaggio massacrante e dopo aver affrontato l’onta di essere venduto come schiavo riesce a diventare “Gladiatore”.
La fama di un mitico gladiatore dall’Africa arriva fino a Roma dove poco dopo tornerà combattendo vincitore nel Colosseo. Nel suo cuore è sempre forte la voglia di vendetta che si completerà quando, in occasione di un combattimento nell’arena, viene chiamato Commodo l’Imperatore a combattere con l’eroe Maximus che lo ucciderà.
Venne così consacrata la fama del generale romano che contro tutto e tutti riesce a vendicare l’onta subita.
Decisamente suggestivo il film di Ridley Scott, fra l’altro vincitore meritatamente del Golden Globe 2001 come miglior film drammatico e consacrato definitivamente alla storia con 5 premi Oscar, miglior film, miglior attore, migliori costumi, miglior sonoro e migliori effetti speciali.
Immeritatamente non è stata fatta menzione della colonna sonora che accompagna ed enfatizza le scene di lotta all’interno del Colosseo e non solo, riesce a sottolineare bene le scene d’azione senza prevaricare assolutamente l’attenzione dello spettatore.
La regia è molto accurata, non lascia nulla al caso, è trasparente la meticolosa scelta dei particolari, la ossessionante ricerca dei primi piani degli attori che enfatizzano non poco le scene d’azione.
La cinepresa presente nelle scene sia di battaglia che di lotta ci rappresenta degli attori molto vicini alla realtà dell’epoca facendo calare lo spettatore stesso in un’atmosfera di partecipazione surreale.
E’ vivida e trasparente l’angoscia e la confusione in cui si muovono i personaggi su scenografie decisamente suggestive.
Un ultimo pensiero va rivolto senza dubbio alla scelta delle “locations” nonché agli splendidi addetti ai costumi che hanno reso possibile alla sapiente mano di Ridley Scott di ricreare quell’atmosfera inquietante dell’antica Roma senza essere forzatamente legato ad una realtà storica tramandata e scritta da diversi storici in affermati testi.
Stefano Marchesi
Stefano Marchesi