Venatio

Durante la venatio venivano uccisi un gran numero di animali rari per i romani. La caccia era spietata e pericolosa.

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La prima venatio e quelle al tempo del Colosseo

La venatio tra gli spettacoli più affascinanti del Colosseo.

A Roma, la prima caccia (venatio) che ci è nota sembra che venne fatta nel 186 a.C. organizzata da Marco Fulvio Nobiliore (politico romano).

Nelle cacce si mettevano in scena dei veri e propri scontri tra cacciatori (venatores e bestiarii) e animali feroci o tra soli animali o si esibivano animali addomesticati, come nell’attuale circo.

Lo spettacolo (venatio) era dato dal gran numero di animali che partecipavano e dalla loro rarità. Inoltre venivano riprodotti con maestria gli habitat naturali degli animali esotici con straordinarie scenografie ma la vera attrazione era suscitata dal pericolo che correvano i cacciatori sull’arena, combattendo con fiere imprevedibili.
Tra i cacciatori che vi erano anche donne che indossavano armi e costumi.

Questo tipo di spettacoli, venationes, vennero offerti nel Colosseo tra l’80 e il 523 d.C. e probabilmente l’evento più famoso fu quello organizzato per l’inaugurazione di Tito dove furono utilizzati circa 9000 animali e durante i giochi fatti su iniziativa di Traiano nel 107 d.C. che celebravano la vittoria sui Daci e dove parteciparono circa 10000 animali e 11000 gladiatori. I numeri fanno veramente paura...

Attraverso una galleria sotterranea nell’arena passavano gli animali custoditi nei vivaria e venivano trasportati sul piano superiore sollevati da un complesso sistema di montacarichi. In questo modo gli animali entravano nell’Anfiteatro tranne quelli più pesanti e ingombranti come i rinoceronti, gli elefanti e gli ippopotami che entravano dall’ingresso orientale.

Finita la venatio gli animali uccisi venivano trasportati nei sotterranei, macellati e distribuiti gratuitamente al popolo. Venivano offerte non solo le carni ma anche le zanne e le pelli. La carne degli animali non commestibili per l’uomo venivano invece date in pasto alle altre bestie carnivore custodite nei vivaria.

P.P. 

 

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a cura di Patrizia Pisano • c/o GRAFOPOLI - Roma
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