Nell’antichità, tra il X e il IX secolo a.C nella zona dove oggi stesso si vedono le rovine dei fori, si trovava una palude con un piccolo corso d’acqua e tante zanzare. La zona veniva usata per seppellire i morti tra gli abitanti delle capanne sul Palatino e il Campidoglio.
Dopo alcuni secoli la zona fu bonificata con la costruzione della Cloaca Maxima ad opera del re Tarquinio Prisco. Il terreno fu drenato e l’area fu pavimentata in terra battuta.
L’area di forma rettangolare diventò una piazza, il punto centrale della città dove si svolgeva viata politica ma era anche luogo di mercato col le sue botteghe.
Per diversi secoli si aggiunsero nuovi edifici e costruzioni che modificarono quelle precedenti che a volte venivano eliminate.
Dopo il 202 a.C con la vittoria di Cartagine Roma divenne la "luce" del Mediterraneo. I templi già esistenti vennero restaurati e si costruirono ben quattro nuove basiliche. Ma con la fine della Repubblica la città contava ormai mezzo milione di abitanti e un unico Foro sembrava inadeguato e allora Giulio Cesare fece costruire un’altro foro accanto a quello già esistente.
In circa 150 anni vennero costruiti cinque Fori confinanti al primo e più antico.
I Fori imperiali sono il Foro di Cesare, il Foro di Augusto, il Foro della Pace (di Vespasiano), il Foro di Nerva e il Foro di Traiano.