La via Aurelia collegava Roma a Cerveteri, per giungere successivamente fino a Vado Ligure, (Vada Sabatia) e costeggiava il Tirreno attraversando in direzione nord, quelle che oggi sono Lazio, Toscana e la parte meridionale della Liguria, giungendo a Genova.
La sua costruzione si deve al Console Aurelio Cotta, che la fece partire dalle catacombe dove, nel 1644, Urbano VIII edificò Porta San Pancrazio, a sostituzione dell’antica porta.
Aurelio Cotta iniziò i lavori nel 241 a.C. e a lui, secondo accettabili ipotesi, se ne dovrebbe il nome. Questa era quella che oggi chiamiamo la Vecchia Aurelia: Aurelia Vetus ma pare che per via delle prime invasioni barbariche, la strada mancasse di manutenzione e presto divenne disagevole.
Percorrendo la via Aurelia, oltre a poter ammirare zone magnifiche, come quelle ove sorgono i resti dell’acquedotto Traiano o villa Dora Panphili, si può percorrere tutta la parte d’Italia che entra in Maremma e godere della macchia Mediterranea ricca di lentisco, erica e lupinella o pini marittimi.
Ivi pascolano ancora gli antichi buoi maremmani, daini, caprioli e cinghiali, per non parlare della nutritissima fauna avicola tanto cara agli amanti del mare, che vola in quei cieli.
Il clima è sempre mite e il paesaggio diventa spettacolare quando s’incominciano a vedere le dirupate coste liguri, che si protendono a picco sul mare, mentre dietro troneggiano le Alpi Apuane.