La massa enorme di spettatori poteva accedere al Colosseo grazie alle 80 "arcate" del pianterreno. Raggiungevano il posto assegnato accedendo dalle "arcate"; su ognuna di esse era inciso un numerale che la distingueva.
Le arcate portavano sia alle rampe sia agli "ambulacri" interni che sfociavano a loro volta nei c.d. "vomitoria", ossia le porte di accesso. Gli spettatori, quindi, potevano raggiungere i posti assegnati secondo un’ordine stabilito; ogni spettatore, infatti, era fornito di una tessera che dava diritto all’ingresso nelle gradinate. Ogni tessera era numerata rispettando le chiavi di volta dell’arco corrispondente.
La "cavea" con i gradini era suddivisa in cinque settori orizzontali (maeniana) che rispettava il censo degli spettatori.
I settori erano assegnati in relazione alla categoria degli spettatori e non in base al biglietto pagato (come ai giorni nostri!) visto che lo spettacolo era gratuito.
Le gradinate più basse, in marmo, erano riservate ai senatori e alle loro famiglie, queste erano più ampie e comode e godevano di seggi di legno (subselia). Sui gradini, spesso erano incise le indicazioni dei posti e sulle balaustre il nome del Senatore che occupava quei posti.
Subito dopo c’era il "maenianum primum" con otto gradini di marmo che ospitava l’ordine equestre. Seguiva il "maenianum secundum", inferiore e superiore, sempre con gradini di marmo ed infine il "maenianum summum", destinato alla plebe che stava in piedi, con gradinate di legno separate da un muretto abbastanza alto.
I Senatori accedevano ai loro posti d’onore attraversando le arcate, queste erano in numero di dodici ed immettevano in passetti rivestiti completamente di marmo a differenza degli altri che erano rivestiti in intonaco.
I passaggi adibiti all’accesso delle personalità più importanti (es. l’Imperatore) erano rivestiti in marmo e avevano le volte decorate a stucco. Le due arcate poste in corrispondenza degli assi minori fungevano da ingressi e portavano direttamente nei due palchi di cui oggi non ne’ abbiamo più traccia. Il palco dell’Imperatore aveva anche un’accesso più diretto che permetteva allo stesso di muoversi con estrema autonomia.